La relazione tra malattie fisiche croniche e la depressione*


Dr. Gian Marco Giobbio
per maggiori informazioni visita il sito http://www.giobbiogianmarco.com


Le malattie fisiche croniche come il cancro, le malattie cardiache, l’ictus, le malattie polmonari e il diabete, rappresentano le principali cause di morte nei paesi dell’OCSE e determinano rilevanti disabilità per i sopravvissuti. D’altra parte vengono considerate con sempre maggiore attenzione le malattie mentali nella società, specialmente a seguito della pandemia di COVID-19. Sebbene le malattie fisiche croniche e la depressione si manifestino frequentemente insieme, a causa di fattori ambientali e comportamentali che possono contribuire a entrambe, è fondamentale comprendere meglio se le prime siano una causa diretta della depressione.
L’analisi dell’OCSE sui dati SHARE evidenzia che le malattie fisiche croniche aumentano il rischio di depressione. Avere il cancro è associato a un incremento del rischio di depressione del 15%; le persone con malattie cardiache presentano un rischio aumentato del 18%; con il diabete, il rischio aumenta del 18%; con ictus, del 23%; e con malattie polmonari croniche, del 27% rispetto a chi non ha tali condizioni. Avere una o più malattie non trasmissibili incrementa il rischio di depressione in modo ancor più evidente: una malattia fisica cronica aumenta il rischio del 21%, due del 42% e tre o più del 50%. Questa relazione dose-risposta tra il numero di malattie e il rischio di depressione suggerisce una stretta correlazione. La forza della relazione tra malattie croniche e depressione persiste anche quando si prendono in considerazione altre variabili collegate alla depressione, rafforzando l’argomento della causalità. Ad esempio, le persone con una malattia fisica cronica hanno un rischio maggiore del 31% di assumere farmaci per l’ansia o la depressione; coloro che ne hanno due presentano un rischio maggiore del 61%, e quelli con tre o più un rischio maggiore del 77%. L’aumento della depressione in presenza di malattie fisiche si evidenzia in tutti i campioni di questo studio, indipendentemente dal sesso o dallo stato socioeconomico. Tuttavia, le donne e le persone in difficoltà finanziarie hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione, indipendentemente dal numero di malattie fisiche. I divari di genere e socioeconomici nel rischio di depressione persistono, anche se il rischio complessivo aumenta con l’aumento del numero di malattie. Diversi fattori biologici, psicologici e sociali influenzano la relazione tra malattie fisiche croniche e depressione. Psicologicamente e socialmente, la perdita del senso di sicurezza per il proprio futuro, l’isolamento sociale, la stanchezza, la mancanza di energia, le limitazioni alla mobilità, la riduzione dell’autonomia e il dolore cronico sono fattori correlati in grado di giustificare parte delle evidenze. La paura e l’incertezza legate alla natura incurabile e imprevedibile di alcune malattie fisiche contribuiscono allo sviluppo di ansia e depressione. Altri fattori che legano malattie fisiche e disturbi mentali vanno ricercati nella neurodegenerazione associata a determinate malattie e gli effetti collaterali dei trattamenti. Sebbene la bidirezionalità e la causalità inversa non possano essere escluse, ci sono prove che alcuni fattori di rischio condivisi influenzano entrambe le condizioni attraverso meccanismi diversi. Allo stesso tempo, le attività di promozione della salute che affrontano questi fattori di rischio condivisi, come l’esercizio fisico e la cessazione del fumo, possono
migliorare sia la salute fisica che quella mentale. Vale la pena ricordare che alcuni fattori di rischio specifici per le malattie fisiche sono modificabili e pertanto affrontare in modo preventivo tali patologie è in grado di migliorare anche la salute mentale. Ci sono anche importanti implicazioni economiche legate all’aumento dei tassi di depressione tra le persone con malattie fisiche croniche. Infatti non solo malattie fisiche croniche e depressione sono associate a un incremento dei costi di trattamento e a una diminuzione della produttività, ma occorre anche considerare che i costi sanitari aumentano ulteriormente quando depressione e malattie fisiche coesistono. E’ stato dimostrato che avere sia il diabete che la depressione raddoppia i costi sanitari individuali, triplica il numero di ricoveri per complicanze del diabete e raddoppia il rischio di ricoveri multipli rispetto a chi ha solo il diabete. La depressione può anche accelerare il decorso delle malattie fisiche croniche a causa di vari fattori, come la ridotta cura di sé, la scarsa aderenza ai trattamenti e scelte di vita meno salutari. L’aumento del peso della depressione tra le persone con malattie fisiche richiede che la salute mentale sia parte integrante della pianificazione e delle azioni da intraprendere in presenza di malattie croniche anche in termini di politica sanitaria e di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Le azioni di promozione della salute potrebbero essere valutate e classificate in base al loro contributo combinato alla salute fisica e mentale. Questo beneficio cumulativo dovrebbe essere considerato nell’analisi costi-benefici dei programmi di promozione dell’esercizio fisico nei piani d’azione per le malattie fisiche. Inoltre, identificare e trattare la depressione potrebbe migliorare l’aderenza al trattamento e la partecipazione alle attività di autocura e promozione della salute in alcuni casi.
*I temi trattati sono il risultato della sintesi di un recentissimo lavoro pubblicato nel maggio del 2025 da “Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD)” vol 178, autori Cormac Everard, Sabine Vuik, Aliénor Lerouge,Michele Cecchini

Lascia un commento