Disturbi mentali nei pazienti con malattie fisiche croniche.

Dr. Gian Marco Giobbio*

Spesso si rivolgono allo psichiatra soggetti di età adulta o avanzata con un disturbo d’ansia o depressivo e una concomitante patologia organica cronica (diabete, patologia cardi vascolare, artrosi/artrite, patologie tumorali, ecc), magari presente da lunga data.

Una domanda che spesso ci facciamo è:

la depressione o l’ansia che osserviamo è frutto della fatica, del disagio, dello stress, delle terapie collegati alla patologia organica oppure esiste indipendentemente dalla patologia organica?”

La domanda, come si può facilmente cogliere, non è solo teorica, ma ha forti implicazioni in termine di terapia e prognosi, in quanto se dall’una discende l’altra, basterà curare la prima per vedere migliorare anche la seconda.

Ecco allora alcune considerazioni in grado di aiutarci a capire:

  1. quasi il 40 % della popolazione andrà incontro durante la propria vita allo sviluppo di una patologia cronica (in particolare malattie cardiovascolari, artrite/artrosi, malattie metaboliche, tumori).
  2. l’incidenza delle patologie aumenta con il passare dell’età, tanto che oltre i 65 anni i 2/3 dei soggetti presenta una o più patologie croniche.
  • la prevalenza dei disturbi psichiatrici in Italia dimostra che circa il 25% dei soggetti svilupperà nel corso della propria vita una o più patologie psichiatriche, in particolare depressione e disturbi d’ansia.

Alla luce di queste osservazioni sarebbe plausibile concludere che la presenza di una patologia organica cronica e di un disturbo mentale potrebbe essere solo frutto di una coincidenza, visto l’elevata incidenza di ciascuna condizione nella popolazione generale.

Tuttavia i dati delle ricerche sembrano suggerire qualcosa di diverso:

Questo studio, pubblicato su Psycother Psychosomatics del 2007, conclude che

  1. i soggetti con 1 o più patologie croniche mostrano una prevalenza di disturbi mentali maggiori rispetto ai soggetti sani;
  2. la presenza di patologie psichiatriche aumenta con l’aumentare del numero di patologie mediche croniche nel singolo soggetto.

Dunque maggiore è il numero di patologie mediche, maggiore sarà la possibilità di sviluppare un disturbo psichiatrico secondo un modello di correlazione che dimostrerebbe che l’una (la patologia organica) possa  essere causa della seconda (disturbo mentale).

Tutto chiaro e definitivo?

Non proprio.

Altri studi, infatti, evidenziano una correlazione inversa:

di seguito sono riportati i risultati di uno studio condotto in 17 paesi europei su un totale di 47.609 pazienti.

Questo studio dimostra che la presenza di uno o più disturbi mentali aumenta il rischio di sviluppare nei mesi/anni futuri ben 10 condizioni fisiche non presenti al momento della diagnosi psichiatrica.

Dunque si inverte l’equazione: dalla patologia psichiatrica può discendere una patologia organica cronica.

Al termine di questa breve trattazione possiamo concludere che non siamo ancora in grado di dire con certezza cosa insorgerà per primo e quando, se il disturbo mentale o la patologia organica cronica.

E’ ormai dimostrato che alla base dello sviluppo delle patologie siano strettamente organiche che mentali siano sottesi meccanismi capaci di intrecciarsi in modo complesso e generare un’eziologia multifattoriale in cui genetica, ambiente, stili di vita ecc.  possono indurre la comparsa di uno o più disturbi.

Il senso di queste riflessioni ci porta pertanto a concludere che:

  1.  in presenza di una o più patologie organiche è sempre utile approfondire l’eventuale presenza di disturbi psichiatrici perché è assai probabile che il soggetto possa soffrire di un concomitante disturbo mentale non diagnosticato o sottostimato;
  2. d’altra parte in corso di disturbi mentali è assai frequente che possano insorgere patologie organiche la cui presenza va sempre ricercata in particolare nel caso il soggetti lamenti  sintomi somatici, onde evitare che la diagnosi psichiatrica possa indurre il clinico a sottostimare il quadro organico, ritardando la diagnosi e la conseguente terapia di eventuali malattie.

In entrambe queste condizioni occuparsi del paziente nelle sue differenti manifestazioni appare non solo deontologicamente corretto, ma anche capace di migliorare la prognosi e risolvere casi complessi. In particolare ci riferiamo a quelli classificati come non responders ai trattamenti, ma in realtà, non correttamente diagnosticati e trattati.

*Il Dr. Gian Marco Giobbio è un medico psichiatra con esperienza pluridecennale nell’ambito della gestione clinica delle patologie psichiatriche. Negli ultimi anni ha sviluppato particolare competenza nella cura dei disturbi comuni (disturbi d’ansia e disturbi dell’umore, disturbo bipolare, Disturbo Ossessivo Compulsivo) attraverso tecniche che integrano l’approccio farmacologico all’utilizzo di nutracemica e gestione integrale del disagio mentale. Una particolare sensibilità è rivolta al trattamento dei comportamenti problema (aggressività, insonnia, ansia,) nei soggetti affetti da disabilità intellettiva. Visita presso il proprio studio di Milano o attraverso la telemedicina con visite a distanza

per maggiori informazioni visita il sito http://www.giobbiogianmarco.com

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